CHIARIMENTI SULLA DEFINIZIONE CORRETTA DI "PRIMA CASA" AI FINI IVA
L’art. 33 del
decreto legislativo n. 175/2014 ha modificato i criteri per individuare le case di abitazione per le quali è
possibile fruire dell’agevolazione “prima casa” ai fini dell’imposta sul valore
aggiunto (applicazione dell’aliquota ridotta del 4 per cento agli atti
imponibili ad IVA che abbiano ad oggetto detti immobili).
In particolare, per
effetto delle modifiche apportate dalla citata disposizione (al numero 21 della
Tabella A, parte II, allegata al d.P.R. n. 633 del 1972), l’aliquota IVA del 4
per cento si applica – ricorrendo le ulteriori condizioni previste a tal fine
(cfr. Nota II-bis all’art. 1 della Tariffa, Parte prima, allegata al D.P.R. 26
aprile 1986, n. 131) – agli atti di trasferimento o di costituzione di diritti
reali aventi ad oggetto case di abitazione (anche in corso di costruzione)
classificate o classificabili nelle categorie catastali diverse dalle seguenti:
- cat. A/1 - abitazioni di tipo signorile; - cat. A/8 - abitazioni in ville; -
cat. A/9 - castelli e palazzi di eminenti pregi artistici e storici.
L’applicazione dell’agevolazione IVA “prima casa” è, dunque, vincolata alla
categoria catastale dell’immobile, non assumendo più alcun rilievo le
caratteristiche previste dal decreto del Ministero dei Lavori Pubblici del 2
agosto 1969, che contraddistinguono gli immobili “di lusso”.
L’art. 33 del
decreto allinea di fatto la nozione di “prima casa” ai fini dell’applicazione
dell’aliquota IVA del 4 per cento alla definizione prevista dalla disciplina
agevolativa in materia di imposta di registro (aliquota nella misura del 2
per cento per i trasferimenti delle case di abitazione, ad eccezione di quelle
di categoria catastale A1, A8 e A9).
Pertanto, a decorrere dall’entrata in
vigore del decreto, in sede di stipula dell’atto di trasferimento o di
costituzione del diritto reale sull’abitazione per il quale si intende fruire
dell’aliquota IVA del 4 per cento, deve essere dichiarata la classificazione o
la classificabilità catastale dell’immobile nelle categorie che possono
beneficiare del regime di favore, oltre all’attestazione della sussistenza delle ulteriori
condizioni prescritte per usufruire dell’agevolazione (cfr. Nota II-bis
all’art. 1 della Tariffa, Parte prima, allegata al d.P.R. 26 aprile 1986, n.
131).
Qualora in sede di stipula di contratto preliminare di vendita sia stata
effettuata la classificazione dell’abitazione come immobile “di lusso” ai sensi
del decreto del Ministero dei Lavori Pubblici del 2 agosto 1969, con la
conseguente applicazione dell’imposta agli acconti sul prezzo di compravendita
con un’aliquota superiore all’aliquota del 4 per cento, è possibile, ove ne ricorrano i presupposti, rettificare
le relative fatture mediante variazione in diminuzione, ai sensi dell’art. 26
del D.P.R. n. 633 del 1972, al fine di applicare l’aliquota IVA del 4 per cento
sull’intero corrispettivo dovuto.